martedì 2 settembre 2008

Giornalismo dall'oltretomba


E' uscito ieri su La Stampa un articolo di B.Ruffilli intitolato "Il deserto degli avatar" che ha la pretesa di decretare la presunta "fine di SL". E' chiaramente un esempio di come sia semplice fare un giornalismo assurdo e denigrare qualcosa che non si conosce a fondo. La reazione nel mondo SL e sui blog è stata immediata.
Vi invito a leggere per es. le dichiarazioni di Stex Auer ; suggerisco di lasciargli il vs commento. Io ve lo riporto (citando me stessa):
"Quoto anche qui la posizione dei VERI utenti di SL in merito all'articolo de La Stampa. Ancora una volta, sta a noi che lavoriamo su SL il compito di educare le aziende. Ormai scordiamoci di avere aiuti dai media tradizionali, i direttori di testata sono convinti che SL "non faccia + notizia". Sarà dura ma crediamoci tutti. Magari tra un po' non si chiamerà + SL, ma le logiche saranno le stesse, e il futuro è ormai in quella direzione. Roberta Greenfield"

Aggiunta: linko anche il post di Asian Lednev qui e di Joannes qui.

30 commenti:

Alberto ha detto...

Ma non è meglio, Rob? Personalmente trovo SL molto più vivibile da quando è scoppiata la bolla e le aziende si sono ritirate. Troppo presto per l'hype, i mondi metaforici 3D stanno ancora trovando la loro strada.

Roberta Greenfield ha detto...

@alberto Sono d'accordo che sia + vivibile adesso, ma sono contraria alle denigrazioni fatte da chi non conosce la materia.
Godiamoci la nostra SL, sempre e cmq, e restiamo pronti ad emigrare se e quando verrà il momento giusto.

Marina ha detto...

A me piacerebbe che SL si evolvesse "tecnologicamente" al punto da non costringerci a migrare altrove :)Grazie Roberta per la tua partecipazione alla discussione globale ;)

Neupaul Palen ha detto...

IL DESERTO DEGLI AVATARTARI (SECONDO TEMPO)

arco Rosca ha detto...

comunicazione contro interazione. media art culture trans_formation ?

http://arcorosca.blogspot.com/2008/09/gi-in-queste-pagine-abbiamo-detto-che.html>
http://uqbar-mediaartculture.ning.com/profiles/blog/show?id=2240518%3ABlogPost%3A1481

Luciana Pinazzo ha detto...

Letto l'articolo, purtroppo come Roberta anche io ho spesso a che fare con giornali e giornalisti, per motivi di lavoro. Dico purtroppo perchè noto che la superficialità di cui parla Roberta è ormai la norma. In Italia (ma forse non solo) il giornalismo da alcuni anni è divenuto l'arte sublime del cut&paste, del "rilancio" dei take di Ansa, Agi e AdnKronos. Gli editori parlano di qualità e poi riempiono le redazioni di stagisti e praticanti che non verranno confermati una volta passati professioniti. L'imperativo è la fretta, l'assemblare una collezione di pagine leggibili attorno a cui piazzare gli spazi pubblicitari. La pubblicità e le concessionarie che te la portano sono le sole e ultime padrone delle testate (chiedete chi raccoglie i soldi per la testata e saprete come si orienta prima ancora di leggere la firma di direttori o redattori...).
Per cui non mi stupisco del pezzo, modesto, modestissimo, che riprende per sentito dire cose vecchie di settimane. SL va vissuta, il che significa che ci devi investire tempo, tempo che nessuno ti paga e che a te "frega un cazzo" (quante volte l'ho sentita) di "perdere".
Da qui le considerazioni che non son nemmeno denigratorie, son solo qualunquiste e dunque facilmente smerciabili alla massa indistinta di lettori che spilluzzicano qua e là il giornale (e in questo temo i "new media", testate online e blog vari, hanno una parte di colpa).
Ne parlavo qualche sera fa con una designer RL che pure è presente in SL e che nonostante passione e impegno ha dovuto constatare come ormai, passato l'hype, sia difficile interessare del fenomeno, pure potenzialmente così promettente, le redattrici e i redattori di giornali come Flair Grazia o Donna, solo per citare tre nomi a caso. Lo stesso l'ho constatato io, lo stesso tanti altri amici PR o che comunque si relazionano anche in RL al mondo della comunicazione. Che tristezza, per SL e per la comunicazione e l'informazione in genere. Ma forse a qualcuno sta bene così, o si dovrebbero poi pagare le competenze e non limitarsi a dare aria ai denti (da squalo). Un abbraccione a tutti.

bierre ha detto...

Ecco, la posizione di Alberto è assai simile alla mia, e quello che dice Marina l'ho sottolineato anch'io. Ma a Luciana (che comunque ringrazio per il giudizio su quello che scrivo), vorrei far presente che la colpa non è solo sua se ai giornalisti non importa più niente di Second Life. Quando mi chiamerà o mi manderà una mail con un'idea interessante, ci sarò, glielo prometto. Ma se deve farmi sapere che una regione o un'azienda hanno aperto una sede in SL, lasci pure perdere. Se un politico in declino vuole rifarsi col virtuale, magari un box lo mettiamo pure da qualche parte, ma se invece mi segnale un'idea di business che funziona (o almeno, potrebbe funzionare), allora sì che rifaccio una pagina uguale e la segnalo. Ovviamente, lo stesso vale per qualsiasi movimento culturale, filosofico o artistico, purchè - ripeto - abbia un'idea originale e non sia la copia di una prima vita già abbastanza piena di limiti e contraddizioni. Se SL finora è una promessa non mantenuta, non è certo per colpa di quei pochi che ci credono, chiaro, ma di quei tanti che non hanno saputo far altro che replicare vecchie strategie e vecchi luoghi comuni invece di inventarsi qualcosa di nuovo.

Luciana Pinazzo ha detto...

"Se SL finora è una promessa non mantenuta, non è certo per colpa di quei pochi che ci credono, chiaro, ma di quei tanti che non hanno saputo far altro che replicare vecchie strategie e vecchi luoghi comuni invece di inventarsi qualcosa di nuovo."

Vero... le colpe son tante e distribuite su tanti soggetti. Però su SL c'è quella punta di "cazzimma" come dicono a Napoli, che è tipica di chi può finalmente dire male di ciò di cui ha dovuto, per ordini di scuderia, parlare sempre e solo bene per mesi. Nulla di nuovo neh... Succede con aziende, partiti e movimenti "RL" ogni giorno.
Ma, concordo, per SL le colpe stanno principalmente in SL e in Linden Research che non ha fatto altro che lanciare un prodotto, sfruttarlo e poi tentare in qualche modo di prolungarne il ciclo di vita. Sfruttando ad arte il fatto che SL è una "struttura socialmente emotiva supportata da un software di rete" (come ho letto con interesse qui: http://www.slnn.it/second_life_secondo_me/la_vera_storia_di_second_life_2.html, per cui virgoletto...) e buggerando alla grande tanta gente. Eppure il lavoro di alcuni blogger (penso a Bettina Tizzy e al suo NPIRL - Not Possible In RL per esempio: http://npirl.blogspot.com/) dimostra che SL può ancora essere tanto altro che non solo la copia sbiadita di RL o lo svogliato tentativo di "americanizzarsi" per Di Pietro o la Finocchiaro...
Che dire, incrocio le dita e spero che B.R. abbia modo di ricredersi, vorrà dire che SL sarà stata in grado di proporre finalmente e sistematicamente qualcosa di veramente alternativo e interessante. Prosit!

bierre ha detto...

Luciana, hai appena risposto a Bruno Ruffilli, come si capisce dalle iniziali...

Luciana Pinazzo ha detto...

Sono sconvolta... 0_o
(psss.. ti dirò in gran segreto: l'avevo sospettato, ma tu non dir nulla in giro neh, lasciamo credere a tutti che io sia una deficiente, mi diverto molto di più così)

bierre ha detto...

:-)

Roberta Greenfield ha detto...

@bierre Ciao Bruno e grazie x essere intervenuto qui, ci teniamo tutti ad approfondire la questione direttamente con te.
Il tuo articolo annuncia la fine del “sistema SL”.
Invece noi che in SL investiamo (tempo e denaro) e sperimentiamo in prima persona siamo qui per dirti che quella che si è conclusa è semplicemente UNA FASE: quella delle aziende che vi sono entrate ignorandone le dinamiche, ed applicando pedissequamente le “vecchie” tecniche di comunicazione della real life. Aziende che hanno aperto un’isola, fatto una festa, diramato 2 comunicati stampa e stop. La bolla della vacuità è esplosa.
Chi è rimasto in SL? Chi ha capito a fondo come funziona il sistema SL e lo sta utilizzando per anticipare il futuro e sperimentare come i mondi in 3D potranno entrare nella nostra vita di utenti nonchè aziendale per migliorarla.
Per dimostrarti quanto sopra, ti invito personalmente ad entrare in Sl e condividere due esperienze in corso che nulla hanno a che vedere con le “aziende cieche”.
La prima esperienza si chiama UNACADEMY - Accademia Non Convenzionale della Cultura Digitale. Fondata da Giuseppe Granieri, vuole essere un luogo fisico e metaforico in cui si svolgono incontri/seminari tenuti da grandi nomi italiani e internazionali nelle aree del giornalismo, politica, new media, social network con un ampio spazio dedicato al confronto e alla condivisione. Tanto x capirci, il livello professionale degli “allievi” è elevato quanto quello dei relatori, e genera un arricchimento difficile da reperire in real life.
Info qui:http://blogosphere.typepad.com/blog/2007/10/unacademy.html#1
La seconda esperienza si chiama KUBLAI - Il porto dei creativi. Si definisce “un ambiente di progettazione pensato per i creativi e orientato allo sviluppo locale”, ed è promosso dal Laboratorio delle Politiche per lo Sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico. Raduna un centinaio di creativi provenienti da vari ambiti e con profili professionali di alto livello che stanno lavorando insieme per sviluppare progetti creativi concreti sul territorio.
Info qui: http://www.progettokublai.net/kublai-in-due-minuti/

Cercami in SL, il mio avatar risponde al nome di Roberta Greenfield.
Dopodichè, se vorrai riparlarne o riscriverne, il mio blog è sempre aperto ai confronti.

Enea Lobo ha detto...

Intervengo nel blog di Roberta con la quale ci siamo già confrontati al telefono. Dico qui quello che ho detto a lei. Io sono Enea Lobo in SL, uno dei primi (se non il primo) italiano su SL dal 2005. Oggi proprietario di Pantalica in SL e penso di aver fatto business e portano molte aziende reali su SL.
Ebbene ribadisco che l'articolo di Bruno non ha nulla di scandaloso ma ha solo fotografato la situazione di Second Life. Come dice Alberto, che la bolla scoppiasse era scritto nella Hype di Gardner Group da circa un anno.
Ma l'errore dell'articolo di Bruno è stato solo il titolo; non "il deserto degli avatars" ma il deserto di Second Life. Second Life è una pietra miliare nel nuovo concetto di Web 3D, ha acceso una miccia e attivato un punto di non ritorno: l'avatar. Oggi TUTTI o quasi tutti hanno un avatar e sanno cosa significa, mentre 5 anni fa l'avatar era un concetto solo ludico legato ai videogames. Invece il nuovo modo di porti in rete non sarà piu solamente la tastiera e la pagina web ma l'avatar al centro dell'ambiente Web. Questo è iniziato con SL e le grandi aziende di IT come IBM, SUN, GOOGLE, etc hanno iniziato a lavorarci. E' il futuro. Limitare tutto a Second Life ormai non ha senso. Second Life ormai resta un ambiente ludico/social sperimentale, non morirà, continuerà a vivere ed evolversi ma non come business aziendale. IBM ha comprato i diritti di SL per sviluppare soluzioni business, è questo il futuro tecnologico.
Adesso scusate torno a sviluppare l'interfaccia SL/Elearning per il nuovo sistema di Web Content Management ......

Anonimo ha detto...

Vorrei ricordare a Bierre e a tutti gli altri che non siamo qui a prendere lezioni di morale e che semmai ci dovremmo preoccupare più del cattivo giornalismo che in Italia impera piuttosto che di una cattiva Second Life
Ricordo a tutti che l'Italia è al 40° posto nel mondo dopo il CIle e la Corea del Sud per quanto riguarda la Libertà di informazione.

bierre ha detto...

Roberta, grazie, mi pare che questo sia il tono e il modo di confontarsi sulla questione. Però almeno vorrei precisare (l'ho già fatto sul sito de La Stampa), qual è il mio punto di vista. Prima di tutto, quello di chi è deluso dalla pochezza delle idee e delle inziative che ha visto in SL, anzi di più: dispiaciuto, perché ci aveva creduto e aveva speso del tempo per spiegare qui in redazione cosa fosse e cosa potesse essere Second Life. Poi, giusto per chiarire: non annuncio nulla (avevamo pubblicvato un articolo simile già un anno fa, firmato da un nostro corrispondente dagli Usa). Prendo atto, semmai, di quello che succede: filiali di aziende vuote, sedi virtuali di partiti e movimenti politici deserte. Anche questo è opinabile? Mi pare di no. Che poi, passato il clamore mediatico, qualcuno si inventi qualcosa, come le iniziative che tu segnali, bene. Ovviamente vedrò, mi informerò, cercherò di capire, nel caso, ci tornerò. Io (e la Stampa) siamo sempre aperti per confronti e discussioni.

bierre ha detto...

Enea, certo che mi ricordo... E tu lo sai che sono su SL da un bel po', ti avevo contattato proprio per il mio primo articolo, due anni e mezzo fa. Per le implicazioni del concetto, del web 3D e della realtà immersiva, vi invito a cercare il mio pezzo uscito il mese scorso sul Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, di cui appunto sottolineavo la parentela assai stretta con SL.

bierre ha detto...
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Alberto ha detto...

@bierre/bruno: ma sei su SL da due anni e mezzo? Se fosse così mi pare che sarebbe molto difficile accusarti di non conoscere la materia. Poi io posso essere o no d'accordo con le tue conclusioni, ma certamente una pratica così lunga conferirebbe loro una certa autorevolezza.

Io personalmente sono curioso di capire in cosa avete visto la notizia. Dopo il famoso articolo di Wired di luglio 2007 (intitolato, vado a memoria, "How American Companies are Wasting Millions in an Empty Second Life") che SL sia vuota fa parte del senso comune. IMHO farebbe più notizia la ricostruzione not-for-profit a cui accenna Roberta, se il fenomeno si consolidasse.

Luciana Pinazzo ha detto...

Certo la vastità di SL (a memoria mi pare ci siano sui 4.500 server attaccati, ciascuno con la sua bella sim full prims o con 4 void) finisce col disorientare persino coloro che da più tempo ci passano tempo. Certo la delusione è grande, certo i numeri non crescono (nel caso italiano da ottobre del 2007, ossia almeno 10 mesi).
Ma...
- eventi se ne fatto, sia aziendali sia privati (attenzione privati nel senso di imprese private, non quotate, spesso so/ho e non di party a "casa mia" virtuale)
- gli esempi citati da Roberta sono alcuni dei più noti, ma poi c'è il filone di chi RL la vuole riprodurre a mo' di depliant virtuale per turisti che tra caro petrolio, caro euro, caro tutto magari in Italia non ci verrebbero pure essendone incusioni (non credo sia un caso che "la busiarda" abbia sede nella sim creata dalla Gnosys, dove simpaticamente avete avuto pure un "evento" come quello descritto qui: http://piublog.splinder.com/post/18252635/Gli+avatar+protestano+sotto+la)
- parliamo di imprese ed eventi: beh, io lavoro principalmente (in SL, in RL essendo analista finanziaria mi limito ad analizzare) come PR di una nota sim che si è specializzata nel proporre contenuti ed eventi di moda "virtuale". Il fashion è un settore che guarda caso continua a tirare visto che migliora l'esperienza di gioco individuale, ma certo anche qui devi offrire contenuti, non aria fritta per cui su 100 "stilisti" quelli che effettivamente hanno successo (magari non essendolo in RL ma avendo quanto meno competenze grafiche di buon livello e la voglia di sperimentare) sono direi una ventina (sto parlando di italiani, complessivamente saranno un centinaio di brand di una certa attrattiva almeno in termini SL). Ma poi dovrei citare alcuni altri settori (entertainment, musica, giochi di ruolo) che mi pare godano di buona salute, semmai, ancora una volta, con un'eccessiva polverizzazione dell'offerta.
- eventi non-profit: beh, io stessa ho curato una serata in cui abbiamo raccolto fondi per un'orfanotrofio Aids in Kenya. Siamo riuscite grazie all'entusiasmo di "stiliste" e "fashioniste" a raccogliere una discreta cifra (se ben ricordo attorno ai mille-milleduecento euro) che nel suo piccolo è stata già girata ai diretti interessati. Quindi con un risultato piccolo forse in assoluto ma molto concreto (e molto significativo se pensi che l'utente italiano medio non spende 350 linden, ossia un euro, per comprarsi qualcosa se non raramente...)

In ultima analisi (per ora, aggiorniamoci alla prossima puntata neh) mi pare che SL come il web stia evolvendo. Come per internet alla iniziale visione "ideale" si è affiancata una visione "utilitaristica" forse (sicuramente...) in modo prematuro. Ma le evoluzioni avvengono anche così, con accelerazioni e frenate. E SL resta un ambiente interessante dove sperimentare, specie nel settore dell'intrattenimento e della media art (mi vien da pensare a quel che dice Arco Rosca su http://uqbar-mediaartculture.ning.com/). Nonostante le delusioni che colpiscono prima di tutto chi come noi ci crede e si impegna ancora. E nonostante i limiti del giornalismo italiano, così impastoiato di suo in lacci e lacciuoli di cui ho già detto e che non ripeto. Un abbraccio e un sorriso a tutti, nessuno escluso!

fabio - asian ha detto...

Sicchè, mentre desiderate contemporaneamente di entrare e starne fuori, sospinti da alterne vicende, non fate ne l’una ne l’altra cosa.

E guardare le cose per quello che sono?
...
http://luoghisensibili.wordpress.com/2008/09/03/second-life-space-between-people-modernita-di-petrarca/

Alice Mastroianni ha detto...

Felice di Vedere il giornalista che invado di mail (a cui mai ricevo risposta :( )

Probabilmente sui punti da te toccati nell'articolo puoi avere ragione, anche se ti basi su notizie di un anno fa... non dell'ultimo momento , ed inoltre se valuti i numeri di questo agosto valgono poco, l'attività torna post 15 settembre di solito.

Mi presento sono Alice Mastroianni, su Sl da quasi 2 anni (14 dicembre 2006) ,Pr abbastanza conosciuta, che nell'ultimo anno ha lavorato per aziende reali e virtuali.

Di progetti interessanti ce ne sono moltissimi, anche legati alle reali aziende, se non lo considerate spam, provo ad elencarti brevemente quello che ho seguito io.

Esempio il progetto di Banca Intesa San Paolo " Progetto Argon" di cui puoi leggere tutto qui http://www.argoncommunity.net/modules/contents/getfile.php?pid=11.

Il progetto si è da poco concluso, ha coinvolto 50 neolaureati di tutta italia per un percorso di sviluppo che ha utilizzato tutte le potenzialità del web 2.0 e di un mondo virtuale come Second Life. Una modalità nuova per avvicinarsi al mondo del lavoro con una marcia in più, che ha visto i giovani Argonauti impegnati in un percorso di empowerment e si è conclusa con l’elaborazione di progetti innovativi, tutt’ora in corso.


Ancora posso citarti Il progetto di Italian Life di Davide Forcella (architetto Davide Borra in Rl) che ha portato gli studenti dell'università di Architettura in sl per sviluppare nuove tecniche di studio e di lavoro e sono iniziate le prime tesi.

Ancora posso citarti Save The Childre e CBM italia Onlus (che rappresento in SL). Proprio lunedì partirà la campagna di sostegno al problema della VISTA con una gara tra 100 testimonial, tra i 100 testimonial CBM ha scelto anche me e second life, quindi nn tutti lo considerano fuffa... Utilizzano anche Sl per inviare messaggi con uno scopo virale (si spera, anche se complicato in sl) .


Possiamo parlare anche del progetto Giovani dell'Università di Cagliari .....

E non da ultimo, uno dei pochi progetti attivi e sempre in crescita, va be, meno utile e più divertente, il circuito secondfootball.com, più di 5mila avatar iscritti, sempre in aumento, più di 150 squadre di tutto il mondo. Sistema creato da Tobia e Astolfo Forcella, che il Rl si occupano già di programmazione e web .... sta coinvolgendo a livello mondiale gli avatar di Sl, tant'è che la stessa Basik Net kappa 8Robe di Kappa) ci ha sponsorizzato per il campionato italiano terminato lo scorso luglio.

Ci sono mille iniziative interessanti ..... basta non guardare solo alle aziende :)

Chissà se le mie mail riusciranno ad uscire dalla casella spam del giornalista :( Queste cose ho provato a raccontargliele più volte...

Sperando di Incontrarlo su SL ...

Alice Mastroianni ha detto...

dimenticavo.... se ne parla anche qui dell'articolo http://www.secondlifeitalia.com/community/viewtopic.php?t=17648&postdays=0&postorder=asc&start=15

Joey ha detto...

Sul fatto che Second Life come mezzo promozionale per aziende rl abbia forse fallito sono daccordo. Chi conosce Second Life sa bene che esiste un collo di bottiglia. Una sim regge in teoria max 100 utenti, di fatto già con 60-70 utenti va in crisi. Per alcuni grandi eventi hanno cercato di porre rimedio facendoli a cavallo di 4 sim, ma il numero rimane sempre insignificante. Per non parlare del fatto che inizia tutto a rallentare e chi non ha un pc recente non riesce neanche ad essere presente. Tutto sommato penso che delle applicazioni interessanti ci siano. Tralasciando quelle serie, direi che, vedendo anche i vari epigoni, Sl come gioco e come chat 3D estesa più divertente e stimolante sia e sarà un successo. Come anche l'economia che gira intorno alla personalizzazione dell'avatar che spero riesca a crescere sempre di più.

bierre ha detto...
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bierre ha detto...
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bierre ha detto...

Alice, non vorrei deluderti, ma io non ho MAI ricevuto mail da te. L'unica in cui sei citata (ma che non arriva da te) è una mail che parla dell'elezione di Miss ItLand, datata 17 giugno 2007. E se ho conservato quella mail, immagino capirai che avrei anche le tue da qualche parte. E riguardo a quello che dici in qualche altro blog, che io sarei stato subissato da mail e per questo avrei deciso di rispondere, posso dirti che UNA SOLA mail è arrivata a contestare quello che ho scritto, firmata da un tal Marcello, cui ovviamente ho risposto. La scelta di intervenire è stata solo mia, spontanea e convinta, ma ovviamente non potrò continuare a farlo sempre e dappertutto. Infine, lo dico, qui, la manifestazione contro La Stampa è stato un grande successo, non solo per quelli che dicono di non essere degli zombi, ma anche per La Stampa, che ha registrato il picco massimo di contatti da quando è in SL.Detto questo, sono sempre disponibile a chiacchierare e confrontarmi, però per piacere lasciate perdere gli insulti e le partigianerie, che è meglio per tutti.

Bruno Ruffilli

bierre ha detto...

@alberto: il mio primo pezzo su Second Life pubblicato dalla Stampa è del Febbraio 2006, ma ovviamente c'ero già da un po'.

Alice Mastroianni ha detto...

Ti domando scusa Bruno, a quanto pare ho sempre scritto all'indirizzo sbagliato, e solo ora che mi scrivi e vedo mi accorgo che è così... sicuramente mio errore di copiatura .... :(

Felice di vedere che nn ero spam.... vorrà dire che la prossima volta farò più attenzione... e ora mi punisco in ginocchio sui ceci.

Alice

Roberta Greenfield ha detto...

@bierre @alice
Vi prego di gestire le querelle private su un canale diverso.

Voglio ringraziare tutti per aver partecipato al dibattito. L'animosità con cui ne abbiamo parlato testimonia ancora una volta quanto crediamo in SL e quanto contiamo di volerci ancora investire.

bierre ha detto...

@ Roberta: nessuna querelle, solo una precisazione.